20 ott 2010

Estratto Consiglio di Facoltà di Ingegneria del 19-10-2010

Cari Colleghi e Colleghe,

alla luce della delibera del Senato accademico che prevede l’inizio dell'anno accademico fra il 15 ottobre e l'8 novembre si è aperta in consiglio di facoltà una discussione sulla possibilità o meno di iniziare l'anno accademico.
Per quelli che non sapessero il perché del ritardo sull'inizio dell'anno accademico scriverò solo due righe, molto in sintesi,  anche se ci vorrebbero ore per spiegarvi esattamente le cose come stanno. Sintetizzo per farvi capire meglio le decisioni prese in consiglio. (se già le sapete vi basterà saltare)
Il Ddl 1905 porterà un taglio di circa il 20% alle finanze dell'università. Tralasciando i problemi verso gli studenti (e vi assicuro che non sono affatto pochi) questi tagli hanno scatenato la "rivolta" dei ricercatori e dei professori che si vedono impedito sia l'avanzamento di carriera sia la loro attività di ricerca. Hanno deciso quindi di "limitarsi" alle ore di lezione che i loro contratti prevedono. Che sono per i professori o 60 o 120 ore in base ai tipi di contratto (6 o 12 crediti)  e per i ricercatori 30 ore (3 crediti). Nei vari corsi di laurea vi sono situazioni di ricercatori che fanno anche 15-18 crediti, ore che non gli vengono pagate e che fanno solo per questioni curriculari. La loro rinuncia agli incarichi aggiuntivi ha comportato il mancato inizio delle lezioni e il rinvio dell'anno accademico.

Il preside La Mantia ha mostrato corso per corso, anno per anno, qual è la situazione della facoltà. Mostrando la situazione delle materie che possono o non possono iniziare. Proponendo di fatto un sistemazione dei corsi tale da poter cominciare, se pure con qualche buco e qualche rattoppo. Quali sono questi rattoppi? Sono gli spostamenti al 2° al 1° semestre delle materie già coperte; e mutuazione dei corsi (cioè più corsi che seguono la stessa materia).
Alcuni professori hanno fatto notare che per loro è impensabile insegnare delle materie prima di  quelle su cui dovrebbe basarsi il corso (il professore Napoli poneva l'esempio della Fisica fatta prima dell'Analisi)  e che le aule sovraffollate non sono "l'ideale" per fare lezione, altri invece ponevano la questione che le decisioni sullo spostamento delle materie spettassero ai consigli dei vari dipartimenti.
Il preside ha fatto inoltre notare che ci sono 10 posti a contratto da assegnare, che potrebbero andare a "tappare" altri buchi; ha quindi rimandato la presa in considerazione dell'effettiva disponibilità al prossimo consiglio di facoltà che si terrà giorno 27 ottobre a seguito dei responsi dei vari dipartimenti.

Si è entrati quindi nell'annosa questione dell'inizio o meno delle lezioni. Perché con i vari spostamenti e con le decisioni dei dipartimenti si potrebbe essere nelle condizioni tecniche di partire (condizioni non presenti precedentemente).
Annosa perché la questione più che tecnica inizia a diventare politica. Alcuni professori volevano rinviare ulteriormente le lezioni per mostrare che la protesta andrà comunque avanti, come hanno fatto in altri atenei.
Noi rappresentanti degli studenti abbiamo fatto quindi notare che un ulteriore slittamento dell'inizio delle lezione porterebbe l'impossibilità di un regolare svolgimento dei corsi e degli esami. Appoggiamo si la protesta, poiché anche noi siamo coinvolti, ma rimandare ulteriormente l'inizio dell'anno accademico sarebbe davvero deleterio; inoltre lo slittamento di un altro periodo non potrebbe influenzare in alcun modo la situazione politica attuale con la conseguenza di non comportare nessun radicale cambiamento nell'ambito della protesta.
Nelle ore precedenti al consiglio noi studenti abbiamo stilato una proposta di calendario didattico ponendo l'inizio delle lezioni il 3 novembre. Iniziando in tale data vengono mantenute le 6 settimane di lezione per modulo, le sessioni inframodulo di novembre ed aprile e la durata delle sessioni di profitto alla fine dei semestri tra le 4 e le 6 settimane.
I tempi materiali quindi per finire i corsi come negli scorsi anni ci sono. Ma sono molto ristretti.

Il Preside ci ha spiegato che non ci sono i tempi necessari a delineare gli orari qualora il 27 avverrà la decisione; ed ha proposto un calendario didattico, simile a quello stilato dagli studenti, con l' inizio delle lezioni fissato per l'8 novembre 2010 e con un restringimento di una settimana della sessione di esami estiva.

Si è quindi messa a votazione la delibera che prevede di partire l'8 Novembre, previo passaggio ai consigli di dipartimento, che dovranno dare parere, favorevole o no, sulla possibilità di spostamenti, di coperture e di mutuazioni entro e non oltre il prossimo consiglio di facoltà. La maggioranza ha votato a favore di questa mozione.
Il 27 ottobre quindi si vedrà quindi se ci sarà la possibilità di partire o meno l'8 novembre.

" Nel bene o nel male l'8 novembre si dovrebbe cominciare...sperando che non vi siano ulteriori disagi per gli studenti e che la questione venga risolta definitivamente...e non sia soltanto slittata di un semestre... "

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